il Tamburello

Storia

ASD Tamburello Padova

Partita allo sferisterio di Ovada, 1921 [fonte]

Il tamburello è uno sport di squadra che prende il nome dall’attrezzo che si usa per colpire una pallina di pochi centimetri di diametro. Vanta il primato di primo sport a conferire uno scudetto: il primo campionato italiano si svolse nel 1896.

In Italia è attiva la F.I.P.T. ossia Federazione Italiana Palla Tamburello, che organizza, sia in ambito maschile che femminile, i campionati di serie A, B, C, D, e giovanili, la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana.
Potrebbe sembrare uno sport semplice, ma in realtà richiede difficili gesti atletici e tecnici e soprattutto riflessi sempre pronti.

Il tamburello ha origini antiche e veniva giocato principalmente nelle piazze.

Nel Rinascimento è Messer Antonio Scaino da Salò – nel suo “Trattato del Giuoco della Palla” (in Vinegia, stampato da Gabriel Giolito de’ Ferrari e fratelli, 1555) – a dirci quali erano i giochi maggiormente praticati: il “bracciale” (gioco classico degli italiani nel Rinascimento), la “pallacorda”, la “palla con lo scanno”, la “palla con la racchetta” o la “paletta”, antenata – quest’ultima – più prossima del tamburello. Tutti questi giochi erano molto simili, e il tamburello negli anni ebbe il sopravvento essendo un attrezzo molto performante, consentendo agli atleti dei colpi lunghi e veloci. Nel tempo l’attrezzo si è poi modificato fino a divenire un telaio di legno su cui era tesa una pelle animale. Oggi il tamburello è realizzato in plastica, molto resistente, la cui tela è in grado di sopportare le fortissime sollecitazioni della palla, una sfera di gomma. E’ intorno alla metà del 1800 che il tamburello inizia la sua storia agonistica. L’onore della primogenitura è conteso da varie zone italiane. E’ il 1890 l’anno zero dello sport tamburellistico: risale infatti a quell’anno il suo riconoscimento, come gioco, da parte della Federazione Ginnastica d’Italia, l’ente che disciplina in quel tempo (al posto dell’attuale CONI) l’ufficialità dello sport nel nostro Paese. Per due volte il tamburello ha rischiato di essere sport Olimpico: se fossero state disputate a Roma, nel 1908, e 15 anni dopo ad Amsterdam. Purtroppo in entrambi i casi non ci furono le condizioni.

ASD Tamburello Padova

La Nazionale Italiana, 1968 [fonte]

Verso il 1930 i tamburellisti migliori divennero professionisti nelle specialità a 5 e 3 giocatori per squadra.

Attualmente è praticato da atleti ed atlete in molte nazioni, soprattutto in Francia e Italia. Gli atleti di questi due stati si sfidano ripetutamente; per esempio la prima Coppa Europa indoor si è svolta nell’ambito del programma dei Giochi del Mediterraneo.

Il Veneto è una delle regioni italiane con maggior numero di squadre e praticanti. Le fonti storiche parlano di accese sfide fra Padova e Monselice. La maggior parte di queste si concentra vicino Verona, la provincia con il maggior numero di scudetti. Notevole, anche se minore, la tradizione in provincia di Treviso.

In provincia, negli ultimi anni, i club presenti sono stati Solesino, Campodoro e il molto attivo Padova. Sempre a Padova molti sono i corsi tenuti nelle scuole e anche per gli universitari del CUS.

Discipline

ASD Tamburello Padova

Partita in Piazza Brà, Verona [fonte]

Indoor. Il tamburello a 3 praticato prevalentemente in ambiente chiuso, come un palazzo dello sport o una palestra scolastica, si pratica su un campo 34×16 m e ogni squadra dispone di massimo 8 giocatori dei quali 3 contemporaneamente in campo. Il campo viene diviso in parti uguali da una linea di mezzeria. La pallina è morbida, depressurizzata.

Tambeach. Praticato su sabbia quindi ovviamente si colpisce la palla sempre a volo. Il campo misura 24×12 m con una rete di separazione alta 2.15 m. Pallina simile al gioco Indoor.

Open. Quello maggiormente diffuso in Italia, il cui campo misura 80×20 m e diviso in parti uguali da una linea di mezzeria. La pallina è di gomma dura, per permettere lunghi lanci.

Muro. Il tamburello a muro evidenzia la caratteristica comune del tamburello e altri sport sferistici che è il muro d’appoggio, alto fino a 12 m. Il campo campo, simile a quello open, viene diviso in parti uguali da una linea di mezzeria. La pallina è di gomma dura e vale il rimbalzo sul muro laterale.